Il Personal Training: raggiungere i propri obbiettivi sotto la guida di occhi esperti

 

Ecco il bandolo della matassa, la personalizzazione. Ogni cliente è un soggetto a sé, un essere unico, e pertanto va analizzato, testato, allenato, con lo scopo di far raggiungere nel singolo individuo il benessere fisiologico e psicologico.

Fondamentale per il personal trainer dunque appare:

  • Capire attraverso un colloquio informativo cosa il cliente realmente desidera e quali siano le sue reali aspettative.
  • Misurare attraverso una valutazione funzionale aspetti come la postura, la capacità aerobica, la forza e la flessibilità dei principali muscoli.
  • Definire degli obiettivi reali a breve e lungo termine e scegliere gli esercizi più adatti secondo lo stato di forma rilevato per costruire il programma di allenamento migliore.
  • Soddisfare oltre le attese le esigenze fisiologiche, come migliorare la composizione corporea, ed emozionali, come indossare un vecchio paio di jeans, del singolo cliente.

Ma come soddisfare queste esigenze? Semplice, attraverso metodiche quali la composizione corporea, il risveglio del metabolismo, l’educazione alimentare, l’allenamento aerobico e muscolare, la mobilità articolare. Migliorare tutti questi parametri, dimostrando attraverso rilevazioni periodiche che qualcosa sta cambiando in meglio, giustificherà il tempo e il denaro che il cliente ha investito.

Sarà poi così semplice? Vediamolo.

Padroneggiare queste metodiche comporta una conoscenza del corpo umano non indifferente.

Anatomia, fisiologia, biomeccanica, biochimica, sono solo alcune delle frecce nella faretra di un personal trainer.

Ed è qui che emerge un’altra differenza: il connubio tra scienza e pratica, tra la didattica e la biomeccanica degli esercizi, porta sicuramente risultati migliori e più soddisfacenti per il cliente.

A conferma di quando detto, citiamo uno studio pubblicato su pubmed (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10862549) in cui a due gruppi omogenei di persone moderatamente allenate è stato sottoposto un programma di allenamento di 12 settimane. Al termine di queste, il gruppo seguito dal personal trainer ha ottenuto risultati superiori in termini di forza nello squat e nella bench press.

Altri due studi, infine, pubblicati uno sul Journal of Gerentology e l’altro su Sports Medicine hanno evidenziato il pericolo del “fai da te” analizzando la percentuale di infortuni nei soggetti osservati durante un programma di allenamento autonomo.

Ed ecco l’ultima differenza: la sicurezza. La presenza di un supervisore professionista garantisce benefici anche in termini di sicurezza e prevenzione degli infortuni.

Possiamo dunque concludere osservando come il personal training può essere facilmente accostato ad una scienza, la scienza del fitness, e come distinguere un professionista di questo scienza dal ragazzotto muscoloso dell’inizio dell’articolo.

Leonardo Bonacorso (Personal Trainer presso Ever Fit di Sant’Antonino)

Ever Fit

Sant’Antonino

tel: 091 858 00 00

 

 

 

 

1 thought on “Il Personal Training: raggiungere i propri obbiettivi sotto la guida di occhi esperti”

  1. Complimenti all’autore dell’articolo ben sviluppato e con importanti informazioni. Spesso ci lasciamo guidare da personale incompetente che invece di salvaguardare la nostra salute guarda il proprio rendiconto.
    Grazie e buon lavoro

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