La parola Yoga è una parola estremamente di moda, ma tu conosci il significato e l’antica tradizione che si cela dietro a essa?

 

Asana. La posizione. Ogni postura richiede uno studio particolareggiato e indicazioni precise; la natura di queste specifiche deriva da un insieme di principi validi per tutte le Asana: le istruzioni per ogni posizione non sono altro che adattamenti mirati di principi generali che sono allo stesso tempo validi per tutte e ciascuna Asana.

Ogni Asana è costituita da tre fasi su cui è necessario focalizzare l’attenzione: assunzione, mantenimento e uscita. Tutte e tre queste componenti sono fondamentali e richiedono particolari attenzioni così che formino quella speciale unità promossa e richiesta dallo yoga.

Pranayama. La parola stessa indica la lunghezza del respiro. Tutti noi respiriamo anche se spesso non consideriamo il respiro come il nostro primo elemento nutrizionale, ciò che ci mantiene in vita. La pratica yogica riconosce il valore fondamentale del respiro e insegna a canalizzarlo affinché ogni organo possa respirare e gestire emozioni e stati mentali.  Il respiro, dunque, è il collegamento tra le differenti componenti dell’essere: a livello sottile permea e collega queste componenti sotto forma di Prana o forza vitale.

Nella pratica del Pranayama il respiro è la variabile indipendente e la postura quella dipendente: la posizione deve garantire allineamento e stabilità massimi, fluidità e totale possibilità di espressione del respiro.

Nella pratica delle Asana è vero il contrario: il respiro è la variabile dipendente, si adegua per favorire la posizione del corpo e mantenerla. Nel praticare le Asana è essenziale sviluppare la respirazione più indicata per ogni posizione.

Mudra. Speciali gesti del corpo che hanno lo scopo e l’effetto di creare circuiti energetici positivi volti a ridurre la dispersione del Prana, favorendone invece l’accumulo nei centri vitali: veicolando l’energia, le Mudra garantiscono l’instaurarsi della condizione di Pratyahara, ovvero il controllo dell’attività sensoriale, indispensabile per accedere allo stato meditativo. Rappresentano un elemento importante per focalizzarsi nella coscienza verso i piani più elevati della percezione.

Dhyana. È la via per raggiungere l’illuminazione. L’obiettivo della meditazione è quello di concentrare e contemporaneamente rilassare la mente per raggiungere gradualmente un livello superiore di consapevolezza e di calma interiore, rendendo possibile al proprio stato mentale di attraversare le barriere degli stadi.

Raggiungere lo stato meditativo è il desiderio di molti, specialmente in questi tempi frenetici in cui la mente è sopraffatta dai pensieri e il corpo dalle azioni.

La pratica dello Yoga ci accompagna dunque nella meditazione: l’utilizzo del respiro consapevole e attento (Pranayama) durante la pratica, affina la concentrazione; le Asana preparano il corpo affinché possa rimanere nella posizione a lungo e comodamente, le Mudra, veicolano le energie.

L’arte della meditazione può essere applicata in ogni momento e in ogni luogo tramite l’accesso a un senso di pace e di tranquillità che ognuno di noi può imparare a concedersi, indipendentemente da ciò che lo circonda: lo yoga e la meditazione sono ovunque, nelle passeggiate, negli abbracci, negli odori e nei sapori, nei colori che, attraverso i vostri occhi, attraversano ogni vostra cellula.

Lo yoga e la meditazione sono già dentro ognuno di noi, sono già al nostro servizio: la pratica permette di riconoscerli e di imparare a viverli consapevolmente, illuminando il percorso che conduce a vivere pienamente la vostra vita!

Questo è Yoga.

(Arianna Bonesi, maestra di yoga presso Yoga-Hari Om Lugano e Ever Fit S. Antonino)

 

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