Ci guardano. E chiedono di essere guardati

 

 

Se c’è un desiderio che si coglie nei ragazzi è quello di essere guardati. Lo definisce un bisogno, il direttore delle scuole della Fondazione San Benedetto: “all’asilo con la Carovana, alle elementari “Piccolo Principe” e ancor più alle medie con la Parsifal è impressionante il loro bisogno di essere guardati e ascoltati non in modo paternalistico” ripete Roberto Laffranchini “Presi sul serio e andando al fondo delle cose, sanno alzare il livello della loro interlocuzione, indipendentemente dalle qualità scolastiche.

Ad esempio quando vengono ad espormi un problema con un compagno: già doverlo dire a me o un docente, e non buttarlo in piazza come nei social, li costringe a non essere istintivi ma a giudicare”. Un prendersi sul serio che avviene anche attraverso scelte didattiche ben precise: “L’epica omerica e i Promessi Sposi, ad esempio: i ragazzi si confrontano con personaggi di un’umanità enorme; anche i ragazzi sperimentano nella loro quotidianità l’ira, la nostalgia per un amico; o l’amore, approfondito nel corso di educazione all’affettività, dove la sessualità non è sganciata dalla totalità degli aspetti di un ragazzo”.

I ragazzi si sentono abbracciati quando si abbraccia questa totalità: “È  tipico vedere i ragazzi comportarsi a scuola diversamente da come fanno a casa; un mese fa la docente di storia di seconda ha organizzato una cena medievale, con padri e madri stupiti di vedere i loro figli in costume cucinare, servire, sfilare, pulire, raccontare, il tutto fatto col sorriso sulle labbra.

L’impegno degli allievi delle quarte quando creano nei corridoi le scenografie del musical e poi lo cantano davanti a parenti e compagni, o quando cantano, leggono o suonano nell’orchestra della scuola nel momento di Natale”.

A questa età i ragazzi cambiano con rapidità: “I cambiamenti, di qualunque tipo, hanno uno scopo di fondo, magari non del tutto consapevole: scoprire chi si è veramente. Prenderli sul serio, sfidare la loro libertà, responsabilità e maturità li aiuta davvero a essere seri con se stessi; alcuni, con situazioni difficili, alla fine della quarta ci sono venuti a dire: qui mi sono messo in gioco perché chi mi stava davanti non aveva paura di me”.

Per saperne di più: www.scuolesanbenedetto.ch

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